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08 luglio 2009 |
Anche i Vigili Urbani "soffrono" e si "arrabbiano" |
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La Polizia Municipale è la più riconoscibile espressione dell’apparato municipale in quanto è in prima linea ogni giorno, svolgendo un’attività che è principalmente a contatto diretto con i cittadini. Un contatto non sempre facile, perché spesso reso necessario da ragioni di intervento repressivo. La disciplina, intesa come modalità di comportamento compatibile con la civile convivenza tra tutti, è sentimento sempre meno popolare. La nostra società si è incamminata da tempo verso forme di insofferenza continua e di anarchismo strisciante, che conducono i cittadini, da una parte, a reclamare sempre e di più la mano severa nei confronti dei disturbatori (in tutti i sensi), e, paradossalmente dall’altra a giustificare con larga indulgenza ogni propria azione. La Polizia Municipale è spesso odiosamente associata alla “multa”, alla “contravvenzione” che sanziona condotte illecite. Illeciti che l’autore, naturalmente, nel proprio intimo (e spesso in maniera plateale) autoassolve generosamente, ricorrendo con disinvoltura a paragoni con il comportamento illecito altrui “fortunatamente” sfuggito alla punizione. Se, invece, si esaminasse il proprio senso civico si farebbe del bene intanto a se stessi e, poi, alla società. In una comunità costituita da persone avvedute e civili, si avrebbe molto meno necessità di vigilanza e di repressione, cosicché, per logica conseguenza, si avrebbe più tempo per quella prevenzione più utile e meno costosa. I Vigili Urbani sono facilmente esposti ad ingiusta impopolarità e ad una litigiosità gratuita che, purtroppo, spesso sconfina nella violenza che ne mortifica la pur specchiata operatività. Anche i Vigili Urbani “soffrono” e si “arrabbiano” per ogni forma d’illegalità, specie quando attentatrice dell’incolumità delle persone. Si vorrebbe essere dovunque per proteggere tutti: ma ciò non è possibile! Allora, anziché semplicisticamente sentenziare sulla condotta dei Vigili Urbani, sforziamoci di tenere alti quei valori inestimabili che si chiamano “responsabilità”, “rispetto” e “prudenza”. Rispettiamo tutti la legalità e, prima di emanare verdetti, cerchiamo tutti di contribuire fattivamente ad un futuro sempre più evoluto e civile. IL COMANDANTE Ten.Col. Cosimo Tarantino |
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Estate che va, estate che viene! E puntuale come un cronografo svizzero eccolo lì il solito indice accusatorio contro le istituzioni sempre e comunque colpevoli di tutto, anche delle manchevolezze altrui.
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