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Di Davide Sambati
Di Ilaria Marinaci
“E’ stato stanziato un milione di euro. Possibile che siano stati tutti spesi per rifare l’asfalto solo a tratti e per una sola rotatoria?!”. “Blocchiamo la Nardò-Avetrana!”. È questa la richiesta insistente arrivata da più parti durante tutta l’estate a Walter Gabellone, presidente dell’Associa-zione Vittime della Strada “Alla Conquista della Vita”. Un’estate che ha pagato un tributo molto alto in termini di morti e feriti gravi ad un’arteria provinciale che è ormai nota come la “strada killer”. Tanti sono stati i giovani, non solo neretini, che, anche quest’anno, hanno perso la vita su quell’asfalto maledetto. Gabellone sottolinea come in tutto il Salento la stagione che volge al termine abbia prodotto dati tutt’altro che confortanti riguardo la sicurezza stradale.
“Ed è un fatto in controtendenza rispetto alle statistiche nazionali che, invece, evidenziano un calo degli incidenti con conseguenze mortali. All’inizio del 2007 avevamo lanciato l’allarme perchè c’era la netta impressione che su questo tema si stesse abbassando il livello di guardia da parte delle Istituzioni”. Le strade che, più di altre, mietono vittime nel Salento sono proprio la ex 174 (Nardò-Avetrana) e la 275 (Maglie-Leuca). “Per la ex 174”, continua Gabellone, che ha perso il suo primogenito, Giulio, proprio in un tragico incidente qualche anno fa, “è stato stanziato un milione di euro. Possibile che questi soldi siano stati tutti spesi per rifare l’asfalto solo a tratti e per una sola rotatoria?! Quante altre vittime ci dovranno essere prima che vengano realizzati gli interventi previsti? Lasciarla così com’è significa avere a che fare con una sorta di pista di Formula 1. Se due camion di stazza notevole si incrociano nello stesso momento, hanno difficoltà a passare, gli incroci sono quasi tutti a raso e mal segnalati, gli alberi sono troppo vicini al ciglio della carreggiata e costituiscono un ulteriore pericolo per chi esce fuori strada, senza parlare dei pali dell’Enel che devono essere posizionati dietro alla banchina, ma ce ne sono tanti preesistenti che non sono a norma. E i fondi per la manutenzione dove sono stati impiegati? Intanto monta la protesta popolare e chiede il blocco della strada killer”. C’è anche un problema di sorveglianza poco frequente su questa ed altre arterie pericolose. Gabellone propone di ovviare alla carenza di personale, che ne è la causa, ricorrendo all’uso delle telecamere almeno nei periodi più caldi della stagione turistica, quando l’aumento della veicolarità è esponenziale. “La videosorveglianza”, sostiene il Presidente dell’Associazione neretina, “sarebbe un valido aiuto alle forze dell’ordine per operare un controllo a 360°”. L’invito forte e chiaro, poi, è quello di usare di più i mezzi di trasporto pubblico e di potenziare i collegamenti con porti e aeroporti in modo da arrivare ad uno snellimento della circolazione su strada. Anche se Gabellone ha accolto con scetticismo l’iniziativa del servizio bus messa in atto dalla Provincia per i giovani frequentatori delle discoteche: “A mio parere, devono essere responsabilizzati alla tutela complessiva della loro stessa salute. Non vorrei che il fatto di poter non prendere l’auto fosse inteso da qualcuno come la scusa per abusare di alcolici”. L’Associazione “Alla Conquista della Vita” di Nardò è in crescita. Ad aderire sono soprattutto tanti ragazzi. Ma il Presidente ha un cruccio: la scarsa partecipazione popolare che si riscontra durante le manifestazioni di sensibilizzazione organizzate in città, a differenza di quanto avviene nei paesi limitrofi. “Sotto questo aspetto una nota di merito”, conclude Gabellone, “va al dirigente, agli insegnanti e agli alunni della scuola elementare di via Pilanuova, dove abbiamo avviato dei progetti di educazione alla sicurezza stradale. Grande è stato il supporto non solo tecnico ma anche psicologico che ci è stato dato. L’incoraggiamento è venuto soprattutto dal coinvolgimento entusiasta dei bambini che ci facevano domande molto precise. Credo, infatti, che siano i bambini a dover e poter insegnare agli adulti il rispetto della vita”. E un richiamo costante a rispettare la vita e a non dimenticare chi l’ha persa vorrebbe essere il monumento dedicato alle vittime della strada, che l’Associazione da anni chiede di poter avere e che il sindaco Antonio Vaglio si sarebbe impegnato a realizzare durante questo mandato.
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