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Tratto da "Il Quotidiano" Di Davide Sambati
C’è mancato davvero poco che finisse in tragedia. Trenta persone su un autobus che esce di strada, fa un salto di oltre un metro dal piano stradale, si incendia, evita chissà come sei alberi e si ferma continuando a bruciare. Quattro feriti, tutti lievemente, tanto spavento. Solo un miracolo. Il panico ieri pomeriggio sulla Nardò – Avetrana, a pochi chilometri dall’abitato neretino nelle vicinanze della Masseria Bernardini. Mancavano pochi minuti alle 16 quando l’autista dell’autobus Stp che copre la tratta Taranto – Gallipoli, il gallipolino Fernando Mele di 54 anni, ha avuto un malore e ha perso il controllo del mezzo. L’autobus ha invaso la corsia opposta, come per effettuare un sorpasso e ha continuato ad allargarsi sempre più verso sinistra, fino a toccare la stretta banchina strisciando per una ventina di metri sul guard-rail. Infine è uscito di strada, ha divelto il guard-rail e dopo un salto di un metro e mezzo è atterrato con le ruote sulla terra battuta. Intanto l’autista ripresosi dal malore, dovuto forse ad un abbassamento di pressione, ha diretto l’autobus che nel frattempo aveva anche preso fuoco, fra gli alberi, riuscendo a fermarlo prima che andasse a sbattere contro un altro albero che si trovava a un paio di metri. In quel momento a bordo vi erano circa trenta persone, tutti pendolari che tornavano a casa dopo una giornata di lavoro, fra gli altri diverse persone che lavorano allo stabilimento Ilva di Taranto. I passeggeri pur storditi dall’impatto, non hanno perso la calma e in pochi secondi sono riusciti a trarsi fuori dal veicolo. Fortunatamente solo 4 i feriti, tutti contusi, il più grave lamentava un forte dolore alla spalla, forse una lussazione. Sono stati trasportati negli ospedali di Copertino e Nardò per accertamenti. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Vigili del fuoco provenienti da Veglie, Lecce e Gallipoli. I carabinieri della stazione di Nardò hanno provveduto ad effettuare i rilievi e a chiudere al traffico la strada, deviando la circolazione su una strada parallela. Quando sono arrivati i pompieri, l’incendio dall’autobus si stava propagando nella campagna, coinvolgendo due alberi di ulivo e l’erbetta secca, fino a lambire la strada. Gli automobilisti di passaggio sono rimasti increduli vedendo le fiamme alte molti metri – almeno dieci secondo alcuni testimoni - e un fumo nero dall’odore acre e pungente. L’autobus, un "Euroclass" Iveco piuttosto nuovo, targa del 2004, era lungo 12 metri e alto oltre 3 metri, poteva contenere 53 passeggeri. Di lui resta solo la struttura metallica tutto quello che poteva bruciare è stato completamente inghiottito dalle fiamme. E’ stato affidato alla Stp e oggi provvederanno a portarlo via dalla zona, impresa non semplice. Chiara la dinamica dell’incidente e chiare sembrano essere le cause del fuoco. Probabilmente il serbatoio o qualche tubo che porta la benzina al motore è rimasto danneggiato dal pesante impatto con il terreno o dal guard-rail divelto, che può aver tagliato in qualche punto il fondo del mezzo e la parte anteriore della carrozzeria. Sembra strano parlare di miracolo dopo un evento simile, ma altre spiegazioni non ci sono. L’autobus ha percorso oltre 100 metri sulla corsia opposta, in una strada come la Nardò – Avetrana che non ha vie di fuga e ha una carreggiata strettissima. In quel momento, per fortuna non sopraggiungevano veicoli da Nardò. Ha sfondato il guard-rail in un tratto in cui lo stesso si interrompe per poi riprendere. Il mezzo ha quindi semplicemente piegato il lato destro del guard-rail, senza strapparlo. Dopo il salto la corriera non si è ribaltata o piegata su un lato: non osiamo pensare alle conseguenze se fosse accaduta una cosa simile, dato che il mezzo era già in fiamme. Poi dopo il "volo" l’autista chissà come è riuscito ad evitare gli alberi, andando a urtare solo con il fianco su un ulivo, fosse uscito di strada tre metri prima o tre metri dopo probabilmente non avrebbe avuto la stessa sorte, perché solo in quel tratto gli ulivi sono radi. L’autobus partito da Taranto aveva fatto il pieno. Un autista che spesso guida sulla stessa tratta, spiega che con un pieno si fanno due viaggi: andata e ritorno. Quindi in quel momento a bordo vi era oltre mezzo serbatoio pieno. Tantissimi litri di gasolio che hanno preso fuoco in un istante.
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