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Come promesso in un incontro nella sua segreteria di Lecce circa un mese fa, il Sottosegretario Onorevole dott. Alfredo Mantovano, mi prometteva che da lì a breve avrebbe riconvocato un incontro al Viminale un gruppo di associazioni, per discutere sulla legge sulla sicurezza stradale emanata a firma del Ministro Maroni.
Così giovedì 22 ottobre c.a., ore 16 ci convocava a Roma, Palazzo del Viminale, alla presenza dell’intero suo staff dei Prefetti di Roma PAOLA BASILONE e OSCAR FIORIOLI, del Resp. Polizia di Stato dott. ROBERTO SGALLA. Insieme a lui, le più alte cariche delle altre forze di polizia da una parte del tavolo, mentre dall’altra parte erano sedute le Associazioni Nazionali che si occupano di sicurezza stradale: insieme alla nostra associazione erano presenti l’Associazione familiari e vittime della strada, l'Ass. Europea fam. e vitt. della strada, l’associazione Vittime della strada rappresentata da un nostro compaesano Dott. Antonio Lerario originario di Galatone ma residente da sempre a Roma, la fondazione Paglierini, la fondazione Guccione, l’associazione motociclisti incolumi Marco Guidarini, l’ASAPS. Il Sottosegretario alle ore 16, puntuale come sempre, apriva l’incontro chiedendo a tutti noi le impressioni sull’ultima legge in materia di sicurezza stradale.
La riunione assumeva sin da subito un aspetto molto interessante per le riflessioni e i temi esposti da tutti i rappresentanti, ognuno per il proprio territorio di appartenenza, portando esperienze ed emozioni vissute; molto evidente il richiamo del rappresentante della fondazione Guccione a una costituzione di un organo permanente avente un solo interlocutore, lo stesso ministero; il sottosegretario prendeva prontamente appunti, ma considerava la richiesta sin da subito molto interessante. Altrettanto importante il contributo della fondazione Pagliarini, che poneva all’attenzione dei presenti il fatto che i pedoni sono spesso vittime d’incidenti, richiedendo di modificare la norma in modo tale da imporre all’automobilista alla sola vista del pedone vicino alle strisce pedonali. Il nostro contributo è stato quello di rilevare che gli autovelox sono spesso posizionati e pubblicizzati: non ha senso alcun senso e non produce prevenzione un rilevatore di velocità se già pubblicizzato, poi spesso la multa contestata è annullata dal giudice di turno; da qui la mia riflessione: risparmiamo, attraverso le nuove tecnologie, soprattutto risorse umane delle forze di polizia, che rischiano di essere travolti (e spesso accade purtroppo) e, consigliavo al Sottosegretario, “sfruttiamo” un’apparecchiatura di ultima generazione sperimentata e progettata dal CE.SI.S.S. e installata nella città di Martano (Le) come comune pilota; facevo notare ai presenti che l’apparecchiatura in questione denominata “speed check” (al nominare l’apparecchio lasciavo i presenti a bocca aperta, in quanto non conoscevano questo strumento, infatti mi hanno chiesto per due volte il nome dell’apparecchio) può essere usato come preventivo e non repressivo: ho potuto spiegare il funzionamento dello strumento, grazie anche a quanto appreso in un convegno sul tema, al quale ho partecipato come relatore.
La nostra esperienza Romana si concludeva dopo circa due ore di confronti importantissimi, stringendo contatti altrettanto utili con i presenti, riproponendoci di rivederci a breve e di non mollare mai, perché siamo sulla buona strada, avendo al nostro fianco un grande uomo sensibilissimo al tema in questione: Mantovano Alfredo.
Walter Gabellone
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