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Notizia

01 ottobre 2009

"NON È FUGGITO DOPO L'INVESTIMENTO". SCARCERATO 22ENNE

Tratto da "lecceprima.it"

LECCE - Il pubblico ministero Nicola D’Amato ha revocato il provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti del 22enne di Martano, Agostino Zacheo, arrestato ieri dai carabinieri della stazione locale con l’accusa di omissione di soccorso ed omicidio colposo, per aver travolto e ucciso a causa di una manovra azzardata l’undicenne Salvatore Conte, mentre il bambino era a bordo della sua bicicletta.
La decisione del magistrato è arrivata dopo che questa mattina, su richiesta dei legali di Zacheo, Umberto Giuseppe Garrisi e Donato Saracino, sono stati ascoltati due testimoni oculari dell’incidente avvenuto ieri pomeriggio in via Calimera. Si tratta del proprietario del distributore di benzina Erg, che sorge proprio a ridosso di quell’incrocio maledetto, e di una persona che si trovava nell’autocarro insieme a Zacheo. I due, ascoltati dal nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri su delega del pubblico ministero, hanno completamente smontato l’accusa di omissione di soccorso nei confronti del 22enne.

Stando a quanto emerso, entrambi hanno riferito che Zacheo non sarebbe fuggito via subito dopo l’incidente, ma, anzi sarebbe sceso dal camion e da lì non si sarebbe più mosso, aspettando che il 118 andasse via prima di allontanarsi. Pare, inoltre, che la stessa ambulanza al suo arrivo abbia dovuto effettuare una manovra molto difficoltosa a causa della presenza ingombrante dell’autocarro di Zacheo sul luogo dell’incidente. Il giovane sarebbe poi andato via, preso anche dal timore che una piccola folla di persone che si era radunata vicino all’incrocio potesse inveire contro di lui. Il 22enne stava quindi facendo ritorno a casa, dove ad aspettarlo c’erano i suoi familiari che lui stesso aveva avvertito subito dopo l’accaduto. Inoltre l’abitazione era distante solo poche centinaia di metri da via Calimera. Era quasi arrivato a casa quando i carabinieri l’hanno fermato e condotto in caserma, per poi tradurlo nel carcere di Borgo San Nicola. Ora è un uomo libero, ma di certo il pensiero di quel bambino non lo abbandonerà mai.





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