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Tratto da "www.portadimare.it"
Vi avevamo promesso una risposta? E' arrivata: Alberto Tedesco risponde alla chiamata dei cittadini e annuncia l’arrivo a Nardò, in tempi brevi, di una seconda ambulanza destinata al servizio di pronto intervento “118”. Tutto inizia con la tragica morte di Gregorio Tondo. Leggete. La morte di Gregorio Tondo, avvenuta per un infarto il 10 gennaio in via Raho, non appare più assurda e incomprensibile ma ciò che accadde in quella maledetta mattinata si riveste di un senso: si trasforma in un “sacrificio” che, sicuramente, non consolerà i familiari per la perdita del proprio congiunto di soli 54 anni. Però dà corpo proprio alle richieste degli stessi familiari che, poche ore dopo quella tragedia, chiesero all’assessore e al presidente Vendola di non perdere tempo e allestire un servizio di soccorso in grado di scongiurare altri episodi simili. L’assessore regionale alla Sanità non è rimasto insensibile: Di ieri la notizia che una seconda autoambulanza, questa non “medicalizzata” cioè senza medico a bordo, verrà messa a disposizione del “San Giuseppe – Sambiasi”. E’ una vittoria per i cittadini che, per voce autorevole di un medico, Rocco Luci, e del presidente dell’associazione “Alla conquista della vita”, Walter Gabellone, avevano evidenziato le deficienze del servizio di soccorso. Ma sono stati soprattutto i parenti di Tondo, i genitori ed anche la sorella Ornella che ha inviato una lettera anche ai giornali, a sollecitare una soluzione di questo genere a Vendola e Tedesco. Proprio la signora Ornella scrive: “Il mio più grande desiderio sarebbe che un giorno ci fosse un ambulanza dedicata a lui ma non saprei a chi rivolgermi, non so a quale autorità competente scrivere, quindi chiedo una mano anche ai giornali purché la morte di mio fratello non sia dimenticata”. Ma sono i familiari ad andare al nodo del problema: “Un’autoambulanza che gira in lungo e in largo per un territorio vastissimo – dicono, in sostanza – rimane lontana dal presidio per ore anche se interviene per codici verdi o gialli, cioè per i casi meno gravi, lasciando sguarnita la città. Inoltre l’ospedale di Nardò non è in grado di accogliere un caso grave, perché non ha la rianimazione, per cui capita che il 118 di Nardò debba prelevare un paziente in zona e poi portarlo fino a Copertino o Lecce. Con tutto il tempo che ciò comporta. Con il secondo mezzo le cose andranno meglio perché si potrà decidere quale ambulanza mandare e quale tenere in zona. Considerando, poi, che entrambe potranno essere dotate di defibrillatori che possono essere utilizzate da infermieri ma anche da profani. Insomma, da domani i cittadini si sentiranno un po’ più al sicuro e un pensiero dovrà andare al povero Gregorio Tondo, morto a 300 metri dall’ospedale.
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